I NOSTRI PROGETTI di MICOLOGIA e NATURALISTICHE

In questa pagina troverete dei file sui progetti didattici che il Gruppo R. Franchi tratta nei vari momenti dell'anno, le tematiche inerenti al mondo dei funghi, della Flora e della Fauna del nostro Territorio.

Pagine di Microscopia e Micologia

Il Regno dei funghi

I funghi sono indispensabili all’ecosistema boschivo e come tali devono essere conosciuti e rispettati. Bisogna imparare a raccoglierli solo dopo che hanno portato a termine la loro funzione di regolatori del sistema boschivo; è quindi indispensabile conoscere il loro mondo per comprendere dove e quando la loro raccolta non costituisce un danno nei confronti dell’ambiente.
I funghi crescono quando le condizioni climatico-metereologiche  sono a loro favorevoli. Il periodo propizio per la fruttificazione dei funghi coincide con la stagione estivo-autunnale, non solo per le condizioni climatiche favorevoli (temperatura mite e tasso di umidità elevato) ma anche per altre cause legate  ai sistemi nutrizionali dei funghi. Le principali condizioni favorevoli sono da ricercare nella relazione umidità-temperatura. Alcuni funghi prediligono zone e periodi più aridi e di conseguenza più siccitosi (es. l’ovolo buono), altri esigono terreni più grassi e inibiti (es. i prataioli), altri ancora hanno abitudini totalmente “originali”: è il caso del così detto “dormiente” (Hygrophorus marzuolus) che compare al disgelo, non appena la neve si scioglie, o del “gelone” (Pleurotus ostreatus) che fa la sua comparsa quando i primi geli imbiancano il bosco e tutti gli altri funghi hanno smesso di fruttificare.
Tutto questo solo in linea generale, perché esistono le dovute eccezioni; sicché capita di reperire qualche porcino (nel sud) anche in pieno dicembre, o di imbattersi nel dormiente quando il sole di maggio ha già abbondantemente riscaldato il terreno dei boschi di collina.
Soltanto se si parla in via generale si può affermare che i funghi crescono nei boschi. Infatti, se la gran parte dei macrofunghi ha abitudini boschive, non possiamo dimenticare che un’altra cospicua rappresentanza vegeta in ambienti diversi.
Diverse sono infatti le specie praticole, quelle lignicole e quelle fimicole; esistono persino funghi “fungicoli”, ovvero crescenti solo su altri funghi, magari in via di decomposizione.
Ogni ambiente può quindi ospitare funghi anche se, senza dubbio, il bosco rimane l’ambiente ideale per eccellenza

Cosa Sono

I funghi sono organismi vegetali, caratterizzati dall’assoluta mancanza di clorofilla; essi perciò non sono indipendenti dal punto di vista della nutrizione, ma sono costretti a vivere come parassiti di altre piante o animali (funghi parassiti) o in simbiosi con le piante (funghi micorrizici o simbionti) oppure su sostanze organiche in decomposizione (funghi saprofiti).
Fino agli inizi del secolo scorso, si pensava erroneamente che quello che viene chiamato normalmente “fungo”, rappresentasse la parte completa di una pianta. Oggi si sa che quello che si raccoglie, è qualcosa paragonabile a un frutto, prodotto dall’attività di un apparato vegetativo costituito da un insieme di cellule disposta una di seguito all’altra a formare dei filamenti esili e di solito bianchi, chiamati “ife”, che si diffondono nel substrato formando il “micelio”.

Cosa Mangiano

Mentre i vegetali si nutrono di sostanze inorganiche assorbite dal terreno (essenzialmente acqua e sali minerali) e dall’aria (soprattutto anidride carbonica) che, grazie al fatto che contengono clorofilla, riescono a trasformarle in sostanze organiche (zuccheri, proteine, grassi, …), i funghi, non essendo vegetali in quanto sprovvisti di clorofilla, sono costretti a nutrirsi di sostanze organiche già preformate. Per questo motivo i vegetali sono esseri viventi veramente autonomi e perciò detti organismi autotrofi (cioè capaci di nutrirsi da soli). Tutti gli altri esseri viventi, funghi compresi, dipendo in qualche maniera dai vegetali e perciò sono detti organismi eterotrofi (perché si nutrono di altri organismi).
A secondo di ciò di cui si nutrono e di come se ne nutrono, i funghi vengono classificati in tre grandi gruppi Saprofiti, Parassiti e Simbionti.

 

Figura 1 - Schema riassuntivo dei sistemi nutrizionali dei funghi

 

Funghi Saprofiti o Saprotrofi

Sono quei funghi il cui micelio si nutre di sostanze organiche morte. Crescono cioè su resti di piante e animali o su rifiuti organici. Il terreno ricco di humus, costituito da detriti vegetali, è l’habitat ideale per tutti i funghi saprofiti. Sono loro i responsabili della scomparsa di residui vegetali come foglie, rametti o resti organici di animali. Per questo loro instancabile lavoro, vengono definiti i “pulitori dei boschi”. Appartengono a questa categoria la maggior parte dei funghi, sia microscopici come le muffe ed i lieviti, che macroscopici come per esempio i Prataioli (genere Agaricus), i mortali “Lepiote di piccola taglia", le mazze di tamburo (Macrolepiota procera), i Coprinus, Panaeulos, Lepista e Mycena.


I funghi saprofiti possono essere sia dei buoni commestibili come i generi Agaricus, Macrolepiota e Lepista, che tossico-velenosi come i generi Lepiota, Panaeulos e Mycena.
 

Funghi Parassiti

Sono quelli che si sviluppano su vegetali e animali viventi provocando talvolta gravi malattie e anche la morte dell’ospite. Si tratta in gran parte di forme microscopiche che costituiscono un serio pericolo per l’agricoltura e la silvicoltura.
Esistono però anche funghi macroscopici a carattere parassitico, che si possono manifestare sia su piante come i generi Armillaria, Pleurotus, Polyporus, Pholiota, che su animali come il genere Cordiceps, che su altri funghi come per esempio Volvariella surrecta parassita di Clitocybe nebularis.


I funghi parassiti possono essere buoni commestibili come il Pleurotus ostreatus (“Gelone”) oppure tossici come l’Hypoloma fasciculare.
 

Funghi Simbionti

Sono quelli che vivono in simbiosi sia con gli alberi che con arbusti o piante inferiori; il micelio di questi funghi entra in contatto con le radichette della pianta, stabilendo con queste uno scambio di sostanze nutritive con vantaggio reciproco: la pianta fornisce quelle sostanze che il fungo non riesce a sintetizzare (soprattutto zuccheri) ed il fungo, in cambio, fornisce alla pianta acqua e sali minerali. Il risultato dell’unione tra radici della pianta e micelio fungino, viene chiamato micorrizza. I funghi che si nutrono in questa maniera sono circa il 30% del totale e rappresentano un importante indicatore biologico in quanto se un bosco è ricco di funghi simbionti, significa che è un bosco sano e crescerà rigoglioso.
Tra i funghi simbionti ci sono sia specie ottime commestibili come Boletus edulis (“Porcino”), Amanita cesarea (“Ovulo buono”) e Cantharellus cibarius (“Galletto”), che tossici o mortali come Amanita phalloides (“ovulo malefico”), Cortinarius orelanus ed Entoloma lividum.

 

Come si riproducono


Prima ancora di analizzare le varie fasi del ciclo riproduttivo, è necessario premettere che quelli che noi definiamo impropriamente funghi (carpofori) sono in verità frutti di una pianta, generalmente non visibile ad occhio nudo perché celata sotto il terreno o altro substrato adatto, di struttura assai semplice (è dotato di tallo ma è priva di rami, infiorescenze, germogli, foglie) e avente una conformazione che ricorda da vicino quella di una ragnatela, essendo costituita da sottili filamenti, anche se architettonicamente più disordinata. E’ quindi un errore ritenere il fungo una pianta poiché esso, alla stregua di una mela o di una pera, è soltanto il “frutto” di una pianta chiamata micelio.
Chiarito questo basilare concetto, vediamo ora di affrontare in modo semplice  ed elementare il ciclo di riproduzione dei funghi; è opportuno precisare che proporremo una situazione generalizzata, prendendo in considerazione il più opportuno e conosciuto dei metodi di riproduzione dei funghi ma non di certo l’unico.


 

Dalla zona sottostante al cappello (imenoforo) si disperde una nube di minuscole particelle. Si tratta delle spore, in realtà non visibili ad occhio nudo, piccolissime cellule in grado di germinare e perciò simili a semi, le quali, una volta giunte a giusta maturazione , abbandonano il carpoforo  che le ha generate ed ospitate, per intraprendere il lungo, e sovente impietoso, cammino della riproduzione.
Buona parte delle spore (mediamente alcune centinaia di migliaia per ogni carpoforo) non si depositeranno nelle immediate vicinanze del fungo che le ha rilasciate bensì, sospinte dal vento o trasportate dall’acqua, si disperderanno in altri luoghi, talvolta a parecchi chilometri di distanza.
Osserviamo ora il comportamento di ogni singola spora: una volta giunta a dimora  (terreno o altro idoneo substrato) essa germina, producendo un filamento composto da cellule +/- filiformi dette ife, che prende il nome di micelio primario. Quest’ultimo, in realtà, è la vera pianta-fungo, ma in questa fase non è in grado di fruttificare.
Affinché il micelio possa acquisire la capacità di produrre frutti, occorre che si verifichi un nuovo evento: bisogna che si formi un micelio secondario, ovvero l’unione di due miceli primari originati da spore si carica sessuale opposta.
Nel disegno si osserva un micelio primario (azzurro) originato da una spora di carica +, che si incontra e si unisce fisicamente ad un altro micelio primario (giallo) originato da una  spora di carica -, costituendo così una pianta fertile, ovvero il micelio secondario (verde).
Il micelio secondario si diramerà estendendosi fino a ricoprire alcune decine di metri quadrati e, quando si presenteranno le condizioni favorevoli, potrà fruttificare producendo nuovi carpofori.
Si capisce perché ogni corpo fruttifero produca tante spore: perché l’eventualità che dalla sporulazione possa verificarsi la formazione di un nuovo micelio secondario è assai scarsa, ed inoltre si deve tenere presente che la fruttificazione stessa ( la comparsa di nuovi carpofori) è condizionata da talmente tante concause (ancor oggi in gran parte da scoprire) che sovente il micelio, pur vegetando per decine di anni, può “rifiutarsi” di fruttificare per stagioni e stagioni.

Figura 2 - Schema semplificato del ciclo di riproduzione dei funghi